(Marcandole, 14.11.2017)
La storia della grande Nazione Turca, in posizione intermedia tra mondo medio-orientale mussulmano e mediterraneo cristiano d’area occidentale, ha segnato in passato importanti eventi, dati da antichi rapporti e contrasti con la Repubblica Veneta e, più di recente, con l’egemonia di quell’Impero Ottomano che si è spento solo dopo la sconfitta di cent’anni fa, a seguito della Grande Guerra.
Ad intrattenere l’auditorio la Professoressa Vera Costantini, ricercatrice di Lingua e Letteratura Turca all’Università di Cà Foscari, che ha autorevolmente sviluppato l’argomento.
La figura emblematica del dopoguerra fu Mustafa Kemal Ataturk, che depose il Sultano Maometto VI° e divenne lieder del Partito Popolare Repubblicano e fondatore della Repubblica Turca (1922). Impostò importanti riforme di chiara impronta occidentale, avversa al clero mussulmano, laicizzando lo stato. I suoi successori mantennero la politica così avviata, solo con successive parziali modifiche sulle linee religiose.
Il quadro attuale è dettato dal Primo Ministro Recep T. Erdogan, alla guida del Partito Democratico dei Popoli (HDP), peraltro severo e sempre più repressivo, avendo riproposto il principio egemone della discrezione religiosa. La nascita di un movimento democratico di opposizione non ebbe la spinta desiderata dai suoi fondatori, i quali raccolsero il 10% dei voti nelle elezioni del 2014. Arrestati i suoi principali esponenti nel 2016, questi gridarono al colpo di stato, che Erdogan definì invece “Grazia di Dio”.
Su questo scenario interno, si ripercuote l’attuale corso della politica turca. Il carattere anfibio della Turchia stessa ripropone il legame col mondo islamico – sono note le simpatie col califfato – ed il desiderato legame con l’occidente, come espresso nelle manifestazioni della gioventù legata al partito d’opposizione. Di fatto si conferma la difficile posizione di centralità della Turchia nella situazione politica contemporanea di fronte ai due fenomeni, quali la spinta verso una vera democratizzazione unita all’ormai annosa richiesta di entrare nella Comunità Europea ed il risveglio del mondo islamico. E’ possibile, come qualcuno si è chiesto, il conio di un regime ibrido autoritario-democratico?
La ritrovata intesa con la Russia nello scacchiere siriano (dopo l’abbattimento dell’aereo da caccia russo) con interessi comuni verso l’Iran e la presa di distanza da una politica regionale euro-atlantica, appare potenzialmente in contrasto col tradizionale interesse al mantenimento dello status quo.
Durante la serata il Presidente ha premiato Aldo Vianello e per i suoi 30 anni di appartenenza al Club e riconoscimento internazionale per il centenario quale collaboratore alla rivista “Tempo di Lions”.
E’ stato premiato, inoltre, Gianni Sartori per i suoi 20 anni di appartenenza al Club.
Aldo Vianello
Photo / video galleries