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30.10.21

La travagliata storia del Reichstag

Il giorno 05/06/2020 si è svolta, presso il ristorante “Al Morer” a Basalghelle, una serata con il professor Roberto Costella.
È stato il nostro primo incontro dopo lo stop causato dalla grave pandemia che ci ha travolto e che ha sconvolto le nostre vite. Lutti, timori per i nostri cari e i nostri amici, rischi per le nostre attività professionali, sconvolgimento delle abitudini sociali: sono alcuni aspetti dell’immane tragedia che ha attraversato il pianeta in ogni latitudine e che ancora imperversa sulle nostre esistenze.
Non è stato facile ricominciare gli incontri in tale contesto, per fortuna migliorato da maggio 2020. Ma la nostra è, prima di tutto, una associazione umanitaria: ritrovarsi, per rinsaldare il patto tra noi e la società, ci è sembrato doveroso.
La travagliata storia del Reichstag: l’edificio simbolo di Berlino e della Germania, tra costruzione, devastazione e rinascita”: questo il titolo della relazione esposta in modo chiaro e coinvolgete dal relatore.
Riportiamo di seguito una breve sintesi dell’esposizione, redatta dallo stesso autore.
“La città è spazio antropizzato che si presenta come luogo costruito, stratificato, continuamente riprogettato: è la realtà della compresenza e della condivisione. Ma a Berlino, dopo il Novecento, più nulla di tutto questo: la capitale tedesca è stata ed è la città incrinata e lacerata, emblema del secolo che ha segnato e l’ha segnata. Berlino rappresenta la capacità di sopravvivere e rigenerarsi malgrado tutto, di ricominciare nonostante tutto e il Reichstag si erge a edificio simbolo e cuore della città, a riferimento ideale di un potere sovrano, spesso assoluto, a testimone di contraddittorie vicende e di una storia irrisolta e controversa.
Nel Reichstag tutto il XX secolo è materialmente presente e compone una frantumata memoria: in quell’architettura la storia non si è cancellata e il passato non si è chiuso perché le sue mura hanno patito la ciclica alternanza di ordine e caos. Nessun edificio europeo ha vissuto tante significative vicende, ha affrontato e posto tante drammatiche questioni.
Fondato nell’Ottocento e pensato come sede parlamentare, il Reichstag ha retto a tutti i sussulti del Novecento: inaugurato nel 1894 e assoggettato al dispotismo guglielmino, nel 1918 ha assistito alla caduta del II Reich e alla proclamazione della Repubblica di Weimar; è stato incendiato nel 1933 accelerando l’avvento del totalitarismo nazista; bombardato dagli alleati e conquistato dall’Armata rossa nel 1945, ha segnato la fine della Battaglia di Berlino e quindi della II Guerra mondiale. Restaurato nei primi anni Sessanta e si è ritrovato nel settore occidentale della città vicinissimo al Muro che, costruito nel 1961 e abbattuto nel 1989, ha determinato la fine della Guerra fredda e il riassetto geo-politico europeo e sovietico. Impacchettato da Christo nel 1995, il Reichstag è stato radicalmente restaurato da Norman Foster ed è divenuto nel 1999 il parlamento della nuova Germania, inaugurando così la stagione della riunificazione.
La comunicazione audiovisiva Reichstag e Novecento ha ricostruito per immagini fotografiche le tante identificate stagioni dell’edificio, che hanno coinciso anche con la storia della città, della Germania e dell’Europa.
Il Reichstag è stato epicentro di focali vicende del XX secolo, contribuendo a determinare e scandire i cent’anni più conflittuali della storia moderna. E quelle vicende sono ancora presenti e leggibili nelle sue pareti: i segni restano impressi come traccia, evocazione e memoria. Provare a cogliere e segnalare i passaggi e il senso di tale problematica vicenda è stato l’intento di Reichstag e Novecento.

Roberto Costella, nato nel 1957, si è laureato in Architettura presso l’Università di Venezia, con specializzazione in restauro edilizio e urbano. È stato docente in storia dell’arte in vari istituti

superiori. Ha diretto la Pinacoteca Alberto Martini dal 1994 al 1997. Dal 1990 ha curato allestimenti, cataloghi e presentazioni di circa 60 mostre d’arte contemporanea. Molte le monografie antologiche da lui firmate.

Dopo l’interessantissima relazione, i cuochi del ristorante “Al Morer” ci hanno deliziato con le loro specialità culinarie, tra mura che ricordano il tempo e la presenza della poetessa Aganoor, illustre storica concittadina di Baselghelle.

 

Antonello Croce

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