Benvenuto in Lions Club Oderzo: | 29.09.13 ore: 12.34

CONCERTO DEL 2 MARZO

Domenica 2 marzo si e’ svolto presso il Teatro Brandolini Rota di Oderzo il concerto promosso dai Lions Clubs di Oderzo, Motta di Livenza e Conegliano.Lo scopo del concerto era una raccolta fondi a scopo benefico da donare alla  Associazione Famiglie Rurali (AFR) per l’ampliamento di un Ospedale in Benin (Centro Africa)

Sono stati coinvolti artisti di fama internazionale come Vivica Genaux, Carlos  de Aragon con la regia di Georgia Smith. Tutti gli artisti hanno rinunciatoal compenso economico e quindi l’incasso sara’ interamente devoluto ad AFR.

 Durante lo spettacolo il Presidente di AFR, Dott.Luigino Rancan, ha illustrato la loro iniziativa che e’ partita qualche anno fa;  ora e’ stato realizzato un primo blocco dell’ospedale ed e’ previsto un ulteriore ampliamento per le lavanderie.

 La  manifestazione ha riscontrato un buon successo e grazie anche agli sponsor che hanno finanziato alcuni costi organizzativi, le varie offerte e donazioni hanno portato ad un incasso complessivo di € 5.000,00 che sara’ consegnato ad AFR in una serata Interclub che si svolgera’ nel mese di maggio.

 I Lions Clubs di Oderzo,Motta di Livenza e Conegliano ringraziano :

  • Tutti gli Artisti che si sono esibiti gratuitamente
  • Tutti i Partecipanti alla manifestazione e tutti gli offerenti
  • Tutte le Aziende che hanno partecipato alla sponsorizzazione 
  • Tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato per la buona riuscita della manifestazione.

 

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Pauline Viardot

Pauline Michelle Ferdinande García, passata alla storia come Pauline Viardot (Parigi, 18 luglio 182118 maggio 1910), è stata un mezzosoprano, pianista e compositrice francese, di origini spagnole.

Figlia di Manuel García (valentissimo tenore e primo interprete del Conte di Almaviva ne “Il barbiere di Siviglia” di Rossini) e sorella di Maria Malibran,  che morì però quando lei aveva solamente 15 anni, intraprese solidi studi musicali sotto la guida del padre  per quanto riguarda il canto, con Reicha per la composizione e con Liszt e Meysemberg per il pianoforte. Alla morte prematura del patriarca, la sua educazione canora passò nelle mani della madre, il soprano Joaquína Sitchez: questa la indirizzò alla fine verso la carriera di cantante, inducendola ad abbandonare il prediletto pianoforte. Al quale Pauline rimase comunque legata tutta la vita, producendosi sovente come pianista, anche a quattro mani con la sua grande amica Clara Schumann.

Su consiglio di George Sand, che la considerava quasi una figlia e la chiamava “cara al mio cuore”, Pauline si sposò con il critico e direttore del Théâtre des Italiens Louis Viardot, con il cui cognome ha continuato ad essere poi per sempre conosciuta. Pauline sarebbe stata per la Sand il modello per la figura della protagonista del romanzo Consuelo, cantante veneziana del XVIII secolo, figlia di una zingara spagnolahttp://it.wikipedia.org/wiki/Pauline_Viardot – cite_note-2.

L’unione con Louis sarà il punto di partenza per una carriera internazionale. Essi formarono una sola unità per tutta la loro vita di coppia. Pauline sosteneva il marito nei suoi pronunciamenti politici: di convinzioni repubblicane e liberali, si opponevano a Luigi Napoleone III, tanto da dover lasciare Parigi nel 1862 con i loro quattro figli per rifugiarsi a Baden-Baden, allora famoso centro di ritrovo per l’élite artistica e musicale. L’incontro con il poeta russo Ivan Turgenev a San Pietroburgo nel 1843 non sembra aver alterato il rapporto di coppia. Eppure il poeta mai nascose il suo profondo amore per la diva. Durante i successivi 40 anni, Tourguel, come lo chiamava lei, condividerà la vita quotidiana della coppia Viardot.

Pauline García diede il suo primo récital canoro all’età di sedici anni nel 1838, e debuttò sulla scena teatrale l’anno successivo a Londra,  nel ruolo di Desdemona nell’Otello di Rossini, con un successo tale da indurre il suo futuro marito ad ingaggiarla immediatamente per il Théâtre des Italiens a Parigi. Meno funambolica, su un piano strettamente vocale, della sua defunta sorella, fu per le sue doti drammatiche, intellettuali e musicali che riuscì a lasciare una profonda traccia di sé.

Pochi anni le furono sufficienti per imporsi: divenuta amica di Meyerbeer, interpretò per lui il ruolo di Fidés ne Il profeta nel 1849, mentre Berlioz volle riadattare per la sua voce l’Orfeo ed Euridice di Gluck (1859),

in una versione che sarebbe diventata per un secolo la base di quelle correnti di repertorio (nel 1861 la stessa operazione fu ripetuta per l’Alceste dello stesso autore); Gounod, per parte sua, le donò il ruolo protagonistico nella sua opera Saffo (1851) con l’aria «Ô ma lyre immortelle».

Nel 1855 La Viardot volle acquistare, con il sacrificio di una parte consistente della sua fortuna, la partitura autografa del Don Giovanni di Mozart, del quale ella interpretò il ruolo di Zerlina a San Pietroburgo, mentre suo padre ne era stato formidabile protagonista.

Come detto in precedenza, la Viardot divenne anche amica fedele del grande scrittore russo Ivan Turgenev. Le loro residenze di campagna, a Bougival, separate ma edificate sullo stesso terreno, sono state oggi trasformate in musei.

Dopo il suo ritiro dalle scene nel 1863, si stabilì a Baden-Baden, dedicandosi all’insegnamento riservato ad allieve di sesso femminile (per qualche tempo anche al Conservatorio di Parigi, dove aveva insegnato pure

il fratello Manuel García, e si esibì ancora per qualche concerto). Si dedicò altresì alla composizione, tra l’altro anche i parecchie operette su libretti di Turgenev, tra cui Cendrillon nel 1903.

L’estensione della voce della Viardot è rimasta leggendaria ed è dimostrata dall’ampiezza del suo repertorio: da Rossini (Otello, La Cenerentola, La gazza ladra, Semiramide), a Bellini (La sonnambula), da Beethoven                                    (Fidelio) a Meyerbeer (Gli Ugonotti), da Mozart (Don Giovanni) a Donizetti (Lucia di Lammermoor). Ma la Viardot, degna epigona della famiglia García, eccelleva anche nell’agilità, nel fraseggio, nella tecnica.

Del resto e con grande preveggenza, la stessa sorella Maria Malibran, diva venerata e rinomata per la sua bellezza, ebbe a dire: “c’è una bambina che cancellerà tutti noi, è mia sorella che ha solo dieci anni”.

Se la Malibran era di una perfetta bellezza romantica, come testimoniano i ritratti di lei, Pauline era a prima vista poco attraente. Il pittore Ary Scheffer, grande amico di Louis Viardot, arrivò a dire: “È terribilmente brutta, ma se potessi rivederla cadrei follemente innamorato di lei”.

Maria Malibran

Allo stesso modo, Théophile Gautier scrisse: “Abbiamo sentito dire che lei non è abbastanza bella, ma non è il nostro parere; è ben fatta, sottile (….), con gli occhi luminosi e una carnagione calda e appassionata, non manca di fascino, è una bellezza teatrale molto soddisfacente”.

Genio musicale e teatrale, la Viardot, scomparsa quasi nonagenaria all’epoca del grammofono, ha portato con sé, nella tomba, il suono della sua voce che Saint-Saëns, il quale aveva dedicato a lei il suo capolavoro Samson et Dalila, volle paragonare al gusto delle arance amare.

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Vivica Genaux e Pauline Viardot: una combinazione ideale per il virtuosismo tecnico e la seducente presenza in palcoscenico della prima, e l’irresistibile musica della seconda, riscoperta dopo un ingiustificabile secolo di negligente oblio.

In estrema sintesi, così è traducibile un pomeriggio di grande eleganza vocale e scenica che ha regalato il concerto benefico ai tanti spettatori presenti lo scorso 2 marzo al teatro del Collegio Brandolini-Rota di Oderzo.

L’iniziativa era stata voluta dai tre Lions Clubs di Oderzo, Motta di Livenza e Conegliano, finalizzata ad una raccolta fondi a favore di un ospedale nella provincia di Parakou in Benin, dove è molto attiva l’Associazione Famiglie Rurali Sinistra Piave e volontari di questo territorio trevigiano.

Il mezzo-soprano statunitense, originaria di Fairbanks in Alaska, ha emozionato e commosso con le sue interpretazioni di ben 20 canzoni o, meglio, selezionate poesie musicate dalla Viardot, alle quali sono state accostate due arie tratte dal repertorio preferito della compositrice e cantante francese: la tragica “Assisa a pié” dall’Otello di Rossini, e la struggente “Amour viens rendre” dall’Orfeo di Gluck.

Il concerto, presentato in prima assoluta, ha inteso non soltanto rendere omaggio ad una raffinata artista che ha praticamente attraversato tutto il 19° secolo, ma anche raccontarne la storia di donna straordinaria e coraggiosamente romantica, dei suoi legami affettivi e delle amicizie intense che l’hanno unita a personaggi come Liszt (di cui era allieva di pianoforte prediletta), o George Sand, Fauré, Flaubert, Dickens, Delacroix, Turgenev.

 Vivica Genaux in L’Italiana in Algeri al Regio di Torino (2009)

 L’originalissima formula adottata per il concerto dalla giornalista Georgia Smith, con le proiezioni di immagini e quadri dell’epoca, le voci narranti a sottolineare i momenti essenziali della vita di Pauline Viardot, il gioco delle luci ed i costumi ideati per l’occasione dal mitico stilista opitergino Fausto Sari, ha tradotto la  performance in vero spettacolo, sottolineando con un segno intenso la straordinaria interpretazione di Vivica, la grazia e la dolcezza con cui la sua voce ha conquistato il pubblico, assolutamente affascinato soprattutto dalle canzoni in lingua russa come Sinitsa, Utios, Noch’ i den’, o l’indimenticabile Le roussignolet accompagnata dalla magia del flauto di Paolo Dalla Pietà.

Fuori “concorso” il maestro sivigliano Carlos De Aragon, del quale sono ampiamente note le doti di accompagnatore, ma che in questa circostanza ha letteralmente danzato sui tasti con una sensibilità ed una dolcezza indimenticabili.

 

 CURRICOLUM VIVICA

Proveniente dall’Alaska, ultima frontiera dell’America, l’emozionante mezzosoprano Vivica Genaux continua a guadagnare riconoscimenti di pubblico e critica per le sue interpretazioni coinvolgenti su tutti i grandi palcoscenici del mondo, sia per la bellezza unica della sua voce, sia per la brillantezza stupefacente della sua tecnica, che si combinano per creare ritratti indimenticabili di alcuni dei personaggi più interessanti dell’opera.  Celebrata come una delle interpreti preminenti del bel canto e della  musica barocca, continua a esplorare nuove vie in tali repertori.

In questa stagione 2013-2014, amplia il suo registro con tre dei ruoli operistici più intriganti: Dido in “Dido and Aeneas” di Henry Purcell , Manlio nel “Tito Manlio” di Antonio Vivaldi, e Sesto ne “La clemenza di Tito” di Wolfgang Amadeus Mozart. Con queste nuove parti, porterà il suo repertorio ad un totale di cinquantasei ruoli, trentasei dei quali “in travesti”. Insieme alle sue numerose apparizioni in teatro, la stagione di Vivica comprende due nuove registrazioni. Nello scorso novembre, Deutsche Harmonia Mundi ha pubblicato l’opera “Marc’Antonio e Cleopatra” di Johann Adolph Hasse. Successivamente uscirà  “Barocco Divas” per la Sony Classical, un disco che celebra i fasti vocali della rivalità tra Faustina Bordoni e Francesca Cuzzoni . Il debutto professionale sul palcoscenico di Vivica è stato,  nell’ottobre 1994, con la compagnia “Florentine Opera” di Milwaukee come Isabella ne “L’Italiana in Algeri”. Successivamente ha cantato quel ruolo con numerose altre compagnie, tra cui la Wiener Staatsoper, Opéra National de Paris, San Francisco Opera, ed il Teatro Regio di Torino.

Rosina ne “Il barbiere di Siviglia” è il suo ruolo più eseguito, presentato in teatri come Metropolitan Opera di New York, Wiener, Deutsche e Bayerische Staatsopers, Nederlandse di Amsterdam, Washington National Opera, Dallas.

Ha interpretato Angelina, il ruolo principale di “La Cenerentola”, in teatri come Semperoper di Dresda, Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, Carnegie Hall di New York, Washington, Santiago, Tel-Aviv, Japan Opera Foundation, e il Grand Théâtre de Genève .

Discografia e videografia di Vivica continuano a crescere costantemente. Oltre ai due brani già citati, recenti registrazioni includono “Omaggio a Faustina Bordoni” con Cappella Gabetta per l’etichetta Deutsche Harmonia Mundi, e “L’oracolo in Messenia” di Vivaldi con Europa Galante e Fabio Biondi per Virgin Classics. Distribuito da Oehms Classics nel 2010, le prestazioni di Vivica in “Sanctus Petrus et Sancta Maria Magdalena” di Hasse, guidato da Michael Hofstetter, sono state registrate presso il Ludwigsburger Schlossfestspiel. La sua performance nella produzione di Vienna Il mondo della luna di Haydn, diretta da Nikolaus Harnoncourt, è stata registrata e pubblicata in DVD nel 2010 per Classica/C major. Registrato nel 2010 e nel 2011 da Virgin Classics, Ercole sul Termodonte ha combinato la tecnica pura di Vivica e l’ardente musica di Vivaldi con il canto di stelle come Rolando Villazón, Diana Damrau, Patrizia Ciofi, Joyce DiDonato , e Philippe Jaroussky. Ercole è stato onorato con il  Premio  EchoKlassik 2011 quale “Opera Recording of the Year (17°/18° secolo)”; è stata la terza volta che un importante riconoscimento è stato conferito a collaborazioni di Vivica con Europa Galante e Fabio Biondi, dopo il disco Pirotecnica – Vivaldi Opera Arias (2009) nominato per un Grammy Award® nella categoria “Best Classical Vocal Performance”, e Bajazet di Vivaldi del 2005, parimenti in nomination per un Grammy®, entrambi usciti con l’etichetta Virgin Classics. Tra le sue altre registrazioni, annovera  la prima mondiale di L’ Atenaide di Vivaldi con l’Orchestra Barocca Modo Antiqua diretta dal Maestro Federico Maria Sardelli per Naïve; Händel / Hasse – arie e cantate con Les Violons du Roy e Bernard Labadie per Virgin Classics (2006), La Santissima Trinità di Scarlatti con Europa Galante e Fabio Biondi (Virgin Classics, 2004), e il suo primo disco per Virgin Classics  Bel Canto Arias,  un recital di musiche di Rossini e Donizetti con l’Ensemble Orchestral de Paris ed il Maestro John Nelson (2003). Per Harmonia Mundi, Vivica ha registrato il ruolo di protagonista nel Rinaldo di Händel sotto la direzione di René Jacobs (2003) e Arias for Farinelli (2002), un recital pure diretto dal Maestro Jacobs, anche questo con una nomination ai Grammy®. Registrato dal vivo nel 2001 da Virgin Classics, Arminio di Händel, diretto da Alan Curtis, è stato insignito del Premio Internazionale di Händel 2002. Altre registrazioni ‘live’ di Vivica includono Alahor in Granata di Donizetti in etichetta Almaviva, Rossiniana con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano in etichetta Agorà, e una serata di arie e brani di Gioacchino Rossini con accompagnatore Martin Dubé. Fracture, un film interpretato da Sir Anthony Hopkins e Ryan Gosling in cui Vivica appare in un piccolo cameo di sé stessa, ha avuto la sua versione cinematografica nel 2007 ed è ora disponibile in DVD.

Nel maggio 2008, Pittsburgh Opera ha conferito a Vivica il Mecenate Award e, nel 2007, ha ottenuto il Christopher Award di New York City Opera Keene. E’ stata destinataria anche di altri riconoscimenti, tra cui il Premio Artista del Teatro fiorentino Marie Z.Uihlein, altri ancora  da numerose diverse organizzazioni musicali, tra cui Fort Worth, Baltimora, Opera Palm Beach. Nel 1997 ha vinto il prestigioso premio ARIA ed è stata applaudita come Artist of the Year 1999 al Dresden Music Festival. Vive in Italia, a Motta di Livenza, dove è socia d’onore del locale Lions Club,  e studia con Claudia Pinza, continuando la sua collaborazione di lunga data con la fondazione EPCASO (Ezio Pinza Council for American Singers of Opera).

 CORRICOLUM CARLOS

CARLOS  de ARAGON

Maestro repertorista Direttore d’orchestra

Carlos Aragon è uno dei giovani direttori più interessanti della scena musicale spagnola. Maestro di repertorio italiano, svolge questa attività dirigendo contemporaneamente diverse orchestre tanto in Spagna come in Europa: Orchestra Filarmonica di Malaga, Orquesta de la Comunidad de Madrid, Orquesta Sinfonica de Baleares, Sinfònica de Navarra, Sinfònica de Vizcaya, Orchestra da Camera di Mosca, per diverse produzioni operistiche, recitals e concerti.

E’ solito accompagnare al pianoforte cantanti come Maria Grazia Schiavo, Angeles Blancas-Gulin e la mezzosoprano Vivica Genaux, con cui ha fatto tanti concerti come pianista e direttore: Sociedad Filarmònica de Màlaga (Spagna), Chapelle du Chateau Royale du Versailles (Francia), Teatro Principal de Santiago (Spagna), Festival d’Estate di Conpenhagen (Danimarca), Sala Tchaikovski e Teatro Bolshoi di Mosca (Russia).

Si forma nel ruolo di direttore in Italia, con maestri come Antonio Florio, Fabrizio Carminati, Gianluca Martinenghi e Bruno Campanella, specializandosi in belcanto. Cosi dirige in Spagna produzioni di “Cenerentola”, “L’italiana in Algeri”, “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini, ”La Traviata”, “Rigoletto” di Verdi; ha notevole conoscenza e preparazione pure nel repertorio barocco, giungendo a dirigere la prima assoluta in Spagna al Teatro Arriaga di Bilbao dell’opera “Tolomeo” di Haendel con grande successo di pubblico e critica.

Nei prossimi mesi dirigerà “La Clemenza di Tito” di Mozart per il Teatro Calderon de Valladolid, con Vivica Genaux nel ruolo di Sesto, “La Principessa dell’Oriente” di Arriaga per il Teatro de la Zarzuela de Madrid, “Lucia di Lammermoor” di Donizetti per il Teatro Villamarta di Jerez. In Europa ha avuto propposte per dirigere “Don Giovanni” di Mozart al Festival Sommeroper in Belgio, “Il viaggio a Reims” di Rossini al ROF di Pesaro, come pure l’oratorio “Elliah” di Mendelsohn per il Festival du Saint Riquier (Francia).

CORRICOLUM GEORGIA

Georgia Smith

Scrittrice e scenografa, è rimasta affascinata dalla figura di Pauline Viardot sin dagli anni ’90, quando incontrò per la prima volta le sue composizioni grazie al soprano Marta Johansen a San Francisco.  Dopo aver scritto uno spettacolo per l’interpretazione individuale della Johansen (Salon Viardot, 1995), la Smith creò un concerto narrato sulla Viardot (Viardot and Friends, 2006) che ebbe come protagonisti Frederica von Stade, Anna Caterina Antonacci e Vladimir Chernov, con narratrici Fanny Ardant (al Wigmore Hall di Londra e il Théâtre du Châtelet a Parigi) e Marilyn Horne (allo Herbst Theater di San Francisco).  Adesso con l’omaggio di Vivica Genaux a Pauline Viardot, la storia dell’artista diventa un’opera di teatro musicale.

La Smith iniziò la sua carriera da giornalista a San Francisco, dove fu responsabile per una dozzina di documentari televisivi sull’importantissimo canale pubblico KQED.  I premi ottenuti comprendono tre Northern California Emmys come autrice e direttrice, nonché premi dalla Corporation for Public Broadcasting e il San Francisco Film Festival.

Ha collaborato per tanti anni come giornalista per la serie “Ear for Opera” (“Orecchio per l’Opera”) dell’International Herald Tribune.  Abita a Parigi, dove il suo spettacolo teatrale The Vase (Il Vaso) è stato rappresentato al Théâtre des Déchargeurs.  Saltuariamente, scrive critiche culturali insieme al marito Stefan Michalowski per la rivista Nature.  Un suo romanzo breve è stato pubblicato in Zoetrope e nella rivista letteraria parigina Pharos.

 

 

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