La scomparsa del Dott. Eugenio Bucciol ha colto di sorpresa tutti coloro che lo conoscevano ed apprezzavano per il carattere affabile e il senso di amicizia che donava a chicchessia, sempre discreto e disposto al colloquio. Dotato di una preparazione storico-letteraria eccezionale, edificata nel corso dei suoi 84 anni di vita per un’inestinguibile sete di cultura, coltivava nei suoi desideri il poter trasmettere agli altri gli avvenimenti e le personali impressioni su quelli che furono i temi preferiti: la Prima Guerra Mondiale e la vita rurale attorno alla campagna di Piavon, d’onde proveniva, messa a fuoco in tanti racconti, tali da costituire una preziosa raccolta di documenti del vivere in un passato precario, ma neppure tanto lontano.
La professione l’ha portato ad impegnare ampi spazi della sua vita a Vienna e qui ha avuto modo di entrare negli Archivi Storici della città, gratificando con minuziose ricerche e traducendo in più volumi i destini dell’opitergino durante l’occupazione austro-ungarica, potendo altresì allestire importanti mostre con documentazioni fotografiche di quegli accadimenti. Dalla sua penna è uscita, recentissima, l’ultima opera: “Dal Belvedere di Vienna a Sarajevo”.
Il LIONS Club di Oderzo, riconoscendone i meriti, gli ha attribuito il Premio Cultura nel 1997.
L’assegnazione del Premio, che viene conferito ogni anno, ha lo scopo di mettere in evidenza ad un vasto pubblico la conoscenza ed il valore di personaggi del nostro territorio, non sempre noti oltre i ristretti confini. Siamo orgogliosi, come cittadini, di poter annoverare tra i tanti ben meritevoli figli di Oderzo, anche Eugenio Bucciol.
Aldo Vianello
Oderzo, 14 Gennaio 2015
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