IL CAMMINO DI SANTIAGO DE COMPOSTELA TRA STORIA ED ESPERIENZA
(Ai Sette Nani, 26.01.2016)
Con piacere abbiamo accolto la pronta disponibilità di un nostro amico LION di Mestre Host, Dott. Michele Gorin, impegnato nell’àmbito professionale per la gestione e sviluppo delle risorse umane, appassionato di storia medievale e delle religioni.
Con molta competenza, grazie ad approfondite ricerche, Egli ha descritto e ben documentato l’ambientazione storica del “cammino” per eccellenza a Santiago de Compostela, il cui veneratissimo Santuario è legato al nome di S. Giacomo, fratello di S.Giovanni Evangelista ed ivi sepolto attorno al IX° secolo. Descritto come personaggio dalla spiccata personalità, di carattere impetuoso ma a un tempo profondamente affettuoso, l’Apostolo lasciò Gerusalemme per diffondere in Andalusia la parola del Vangelo. Dopo 9 anni di peregrinazioni, deluso dalla scarsa attenzione, per non dire dell’ostilità della popolazione, giunto in Galizia decise di ritornare a Gerusalemme. Ma la Madonna, apparsagli in visione, gli promise che in quel posto sarebbe sorta una cattedrale. Era il 44 d .C. Rientrato a Gerusalemme, venne catturato come indesiderato seguace del Gesù, già crocifisso, e decapitato da Erode. La salma, ricuperata e nascosta dai fedelissimi Attanasio e Teodoro, venne riportata in Spagna e solo dopo secoli, ricomparve per le premure di un eremita.
Era il tempo glorioso di Carlo Magno, riordinatore degli stati europei e fondatore dell’Impero Romano d’Occidente con la benedizione di Papa Leone III°. Nonostante le alterne fortune di Roncisvalle (778), il monarca riuscì a contenere l’espansione dei mori mussulmani a sud del fiume Ebro, sancendo la definitiva restaurazione del cristianesimo nella “Marca Ispanica”. S.Giacomo ne divenne il simbolo, da allora venerato come Patrono della Spagna.
Del pellegrinaggio al Santuario si è fatto portavoce il Sig. Gastone Novello, trevigiano, che lo scorso anno, quale “turista religioso” , scelse – tra i diversi – il “Camino Francés” che ha inizio a St.Jean de Port (Pirenei Francesi), affrontando a piedi i circa 800 Km. dell’impervio, faticoso percorso.
Sui motivi che l’hanno spinto a simile prova, che può apparire come la ricerca di purificazione spirituale al pari di altri pellegrinaggi (basti pensare alle crociate), con i tormenti del sacrificio fisico ma con tenace volontà di raggiungere a tutti i costi la mèta, emerge la valenza religiosa quale continuazione ideale di riconoscenza verso un grande Santo. “L’ho fatto per spirito libero – ha affermato l’oratore – come prova verso me stesso, riconoscendo d’essere rientrato diverso per l’intimo rapporto di fede e devozione che la spiritualità richiama ad ogni passaggio nel superare gli ostacoli più difficili lungo il cammino”.
La forza di volontà manifestata da chi si appresta a simile impresa, mi ha sollecitato a pensare quanta strada si può fare e fin dove si può arrivare per ogni iniziativa che richieda coraggio e soprattutto volontà di fare. Con ciò intendendo che il patrimonio intellettuale del vasto popolo lionista è immenso e ciascuno ha l’obbligo morale di esprimerlo attraverso il we serve, anche senza gli eccessi di fatica di un difficile percorso.
Aldo Vianello
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