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03.3.15

IL CHIOCCOLATORE

(Casa Tommaseo, 28.02.2015)

Il nostro Club ha vissuto una serata densa di interesse storico e venatorio grazie alla disponibilità del socio Alvise Tommaseo Ponzetta, che ci ha ospitati nella sua antica residenza di Ponte di Piave.

Ha introdotto l’argomento il Prof. Claudio Rorato, Assessore alla Cultura del Comune di Ponte di Piave, che ha tracciato l’interessante vita del fiume nel tratto in cui si faceva ampiamente sinuoso nei secoli passati, sicché il territorio circondato dall’ansa veniva a trovarsi nel comprensorio di Treviso. Nel 1200 lo stesso Comune di Treviso dispose la costruzione di un ponte in legno per favorire i commerci verso Oderzo e il Friuli. Accanto vi fu costruita un’ampia torre, sottesa da un arco chiamato Barbarana. Nei pressi i Frati Benedettini eressero una chiesa, dedicata a S.Andrea.

Verso la fine del 1500, per il persistere di una serie di piene, il fiume rettificò il corso lasciando alla sua sinistra la torre e il sacro edificio. In ricordo dell’originaria dipendenza dalla Podesteria di Treviso, l’area neo-conformata venne chiamata Borgo Sottotreviso, che venne tosto abitato per la sua posizione rivierasca, onde accudire al transito del legname proveniente dal Cadore. Nella seconda metà dell’800 nacque così il Comune di Ponte di Piave.

L’ambiente naturale, climaticamente gradevole e ricco di risorse per la produzione agricola, vide sorgere un complesso dominicale ad opera della famiglia Wiel, di radicate origini, per passare poi definitivamente, sul finire dell’800, alla Famiglia Tommaseo, che tuttora ne detiene la proprietà.

Appassionato di caccia, peraltro praticata con i più severi criteri professionali, ha preso quindi la parola il “Padrone di casa”, il quale ha tracciato una sintetica storia dell’arte venatoria, fissandone alcuni capisaldi, venutisi a determinare nel corso del tempo. Premesso che in antico la caccia alla selvaggina aveva il significato di necessità alimentare, un primo criterio di impostazione tecnica si ebbe verso il 1500, quando furono impiegati i levrieri, cani notoriamente veloci, tali da raggiungere e sopraffare la preda in corsa. Vennero successivamente introdotti quelli da ferma e da riporto, a seconda del tipo di battuta. Da allora ancor oggi i più affidabili sono il bracco, il segugio italiano, il setter e diversi altri.

Per ultimo è intervenuto l’interprete della serata, il chioccolatore Sig.Giuliano Marchesin, che ha dato una esaltante prova di imitazione di molti pennuti col solo uso della bocca, avendo appreso l’arte sin da bambino dal padre, significando con ciò che l’arte più vera si acquisisce per trasmissione “ereditaria”, a prescindere da quella da ricercare nei testi e che più in generale si esercita con strumenti fabbricati appositamente.

In fase conclusiva, il bravo praticante ha espresso qualche personale opinione in merito a tal genere di caccia rimarcando – date le abitudini di molte specie di uccelli – che l’ambiente migliore dove fare uso del chioccolo è la macchia mediterranea, ricca di siepi e arbusti.

Aldo Vianello

P.S. Il nostro socio Renato ha voluto inserire nell’articolo  un piccolo video che da una dimostrazione dell’antico mestiere del Chioccolatore, tramandato solo da padre in figlio.

Cliccate sul link sotto per far partire il video

VIDEO CHIOCCOLATORE

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