Carissima Presidente Onella,
La personalissima iniziativa, da te voluta, di assegnare bimestralmente il LEONE D’ORO “itinerante” ad un Socio particolarmente meritevole, esprime il chiaro desiderio di tenere collegati e concordi tra loro tutti gli iscritti al nostro Club e soprattutto che tutti abbiano a sentire la spinta ad essere impegnati nei diversi temi programmatici. A questo punto mi sono chiesto se c’è bisogno di dare impulso ad un collettivo che non si lesina per tenere accesa la fiamma del sodalizio.
Con questa premessa, il fatto che il trofeo mi sia stato assegnato per primo mi inorgoglisce, pur se non sono affatto sicuro di esserne meritevole se penso a coloro che hanno dato e stanno dando un contributo determinante al successo di questa annata, veri infaticabili epigoni del lionismo.
Obbligato poi, per un certo virtuale regolamento, ad essere io a scegliere il successore – praticamente chi mi pare più meritevole tra gli altri – mi provoca un sincero, forte imbarazzo, perché vedo tutti pares inter pares. Allora ho preso una decisione, non certo salomonica, di adottare un sistema promozionale sul modello di certe forme di carriera e cioè per anzianità (l’anzianità fa grado!): sicuramente chi è più anziano, più ha avuto modo di dare al Club.
Perciò la mia scelta si è orientata al più anziano per iscrizione, a suo tempo Presidente e poi Tesoriere, da anni responsabile della raccolta di occhiali usati per il Terzo Mondo e soprattutto per colui che immancabilmente ad ogni incontro si attiva ad interloquire con competenza nelle conferenze con commenti, dubbi e proposte nei diversi campi dello scibile. Per noi opitergini è anche il re del freddo, o meglio delle frigorie, nella persona di Luigi Cav. SERAFIN.
A te e a tutti un vivo grazie e molte cordialità,
COME VORREMMO IL LIONISMO DEL CENTENARIO
A parte le rare, inevitabili defezioni dovute a vari motivi, ritengo che ogni socio sappia consapevolmente interpretare i principi ispiratori del lionismo e il fatto di dedicarvisi con assoluta dedizione dimostra che i meriti si acquisiscono con solide basi di buona volontà, umiltà e sacrificio, a testimonianza che, mettere a disposizione del prossimo bisognoso la propria intellettualità e la propria cultura, con desiderio di essere per gli altri, esprime la giusta via indicata dai fondatori.
Alla luce di quanto è stato fatto in tanti anni, il nostro Club – sia detto con una punta di orgoglio – è ben inserito nel territorio e compie quest’anno 50 anni di vita, durante i quali è progressivamente cresciuto di iscritti, che da sempre hanno manifestamente gratificato lo spirito di appartenenza. Essere Lion è dunque un modo di vivere, con le peculiari caratteristiche della nostra etica, che poi è morale universale e filosofia di vita.
Preme così ricordare che l’occasione dell’imminente secolo del lionismo non è altro che un transito oltre il quale bisogna proseguire, essendosi prodigiosamente conservati i principi evocati sin dal primo giorno per il bene dell’umanità.
Aldo Vianello
Addetto Stampa – Club di Oderzo (TV)
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