Il dott. Luis Carlos Barbato, Ecologo Rurale, ha affascinato soci e ospiti intrattenendoli su un argomento che sembrava scontato ma che si è dipanato attorno ad un universo tutto sommato sconosciuto.
I chicchi di caffè sparsi sui tavoli del Ristorante Gambrinus, il risotto con la pennellata di crema al caffè e poi il tiramisù alla trevigiana con la piccola pasticceria al caffè, hanno accompagnato con il loro aroma la serata di esplorazione del caffè che “o lo bevi con passione oppure non ti appassiona e ciò vale solo per quello BUONO!”.
E cos’è il caffè se non la bevanda, dall’effetto eccitante e stimolante, ricavata dall’essicazione, tostatura e macinatura delle bacche mature dal particolare colore rosso dette ciliege?
Leggendaria è la scoperta della pianta del caffè. Si perde nella notte dei tempi, in Etiopia verso l’anno 1000 d.c..La bevanda veniva consumata durante le pratiche religiose.
Delle 90 specie di piante di caffè agroalimentari, meno di 10 sono state coltivate e SOLO DUE sono sopravvissute : la Coffea Arabica e la Coffea Canephora detta poi Robusta.
Quale sostanza attrae nel caffè? La CAFFEINA della cui famiglia fanno parte anche altre sostanze più o meno tossiche.
Ma anche la TEINA è in realtà CAFFEINA.
Dalla fascia tropicale del pianeta e in particolare dalla regione denominata “cintura del caffè”, il caffè verde arriva in sacchi di juta verso i paesi consumatori e, nelle aziende, si procede alla miscelazione, alla torrefazione alla temperatura di 200-230° per 10/15 minuti, alla tostatura per il giusto aroma e il colore desiderato e al raffreddamento con getti d’aria per impedire il surriscaldamento dei chicchi.
Un caffè forte non è indice di qualità maggiore ma di una maggiore tostatura.
Nella tradizione culturale siriana il caffè è la bevanda dell’accoglienza familiare e la futura sposa, tra le prove da superare per potersi maritare, sostiene un esame “attitudinale” valutato dalla futura suocera: capacità di preparare e servire il caffè.
Dalla Cina antica arriva l’usanza di leggere i fondi di caffè che si depositano sul fondo di una tazzina bianca a forma di campana.
Anche in Siria le lettrici leggono i fondi del caffè dopo aver capovolto la tazzina nel piattino inclinato e indovinano il futuro sugli argomenti più vari…amore, salute… interpretando i disegni che si sono formati sul fondo e sui bordi della tazzina bianca.
Alla fine della piacevole e colta relazione, il dr. Luis Carlo Barbato ha riportato una verso di Ermanno Olmi, rendendo omaggio allo scrittore appena scomparso
“Una tazzina di caffè
di cicoria fumante
al centro della tavola
e tutti noi bambini attorno”.
Oderzo, 8/5/2018 G.P.
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