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28.4.20

Over view su patologie cardiovascolari

“Più basso è, meglio è” questo uno dei messaggi chiave, riguardo al colesterolo LDL – quello “cattivo” – emerso dalla conferenza del 24/01/20 tenuta dal primario della cardiologia di Treviso, il dott. Carlo Cernetti, presso il ristorante “Gran Casa” di Oderzo.
Titolo della conferenza: “ e la loro correzione mediante cardiologia interventistica”.
Il dott. Cernetti, già primario presso la cardiologia di Castelfranco Veneto, con all’attivo più di 9000 interventi di angioplastica coronarica e oltre 1000 di angioplastica carotidea, ha iniziato la sua relazione focalizzandosi sull’importanza della prevenzione primaria, basata su corretti stili di vita quali una dieta adeguata, il controllo del peso corporeo, l’abolizione del fumo, una attività fisica regolare e, appunto, bassi livelli di colesterolo LDL. Tali raccomandazioni sono ancora più stringenti – la cosiddetta prevenzione secondaria – per quelle persone che hanno già avuto un evento cardiovascolare, per i diabetici, per i pazienti con insufficienza renale e per quelli con malattia aterosclerotica dei vasi arteriosi.

A tal fine, il primario ha evidenziato l’importanza dei farmaci per il controllo del colesterolo: oltre ad essere efficaci, i loro effetti collaterali sono contenuti, ed interessano solo una piccola quota di pazienti trattati. Gli studi illustrati durante la serata parlano chiaro: l’incidenza degli eventi cardiovascolari correla in modo inequivocabile con i livelli di colesterolo.
Quando però la malattia cardiovascolare si è concretizzata, può essere necessario trattarla in modo invasivo, per evitare le due complicazioni più drammatiche: l’infarto cardiaco e l’ictus cerebrale.Per la prevenzione di questi gravi eventi il dott. Cernetti, uno dei migliori esperti italiani e internazionali, ha evidenziato le grandi potenzialità dell’emodinamica, una modalità interventistica che ha rivoluzionato la diagnosi e la prognosi delle malattie cardiovascolari. Attraverso dei sottili cateteri introdotti nelle arterie, con il paziente che rimane cosciente durante tutta la procedura, è possibile diagnosticare ed eventualmente intervenire nei vasi ammalati, liberandoli dalle placche aterosclerotiche e applicando poi, se necessario, degli stent che prevengono nuove ostruzioni. Questa metodica, associata ad una corretta terapia medica antiaggregante, ha permesso non solo di salvare molte vite umane, ma anche di cambiare radicalmente la qualità di vita dei pazienti coronaropatici.

Il dott. Cernetti è poi passato ad illustrare le ultime frontiere dell’emodinamica: la terapia delle ostruzioni carotidee e gli interventi valvolari cardiaci. Con queste metodiche è oggi possibile intervenire anche in quei pazienti nei quali l’intervento chirurgico, invasivo, risultava troppo rischioso. Non solo. Nel futuro prossimo i pazienti potranno sempre più evitare il classico intervento chirurgico per orientarsi verso questa nuova forma di trattamento, sicuramente meno traumatico e dai tempi di recupero molto più brevi.
Al termine dell’apprezzatissima relazione, conclusa con un lungo applauso, ci siamo recati nell’adiacente sala del ristorante, dove l’amico Luca ha deliziato soci, ospiti e relatore con un saporito menù a base di pesce del nostro mare, splendidamente cucinato.

 

Antonello Croce

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