A TAVOLA CON IL VINO, TRA STORIA, ARTE E CULTURA
(Gambrinus, 28.03.2017)
Per comprendere l’argomento, bisogna rifarsi alla brillante carriera dell’oratore, Dott. Alessandro Scorsone, dedicatosi da sempre con perizia ai più significativi princìpi del buon mangiare e del ben comportarsi a tavola, soprattutto nelle cerimonie ufficiali. E’ quanto ha saputo esporre il nostro invitato, ampiamente documentatosi con diapositive, in merito alla sua carriera, espressa con personalità e stile molto “british”.
Cinquantacinquenne, laureatosi in Lettere Moderne e Contemporanee alla Sapienza di Roma, acquisisce titoli per accedere ai cerimoniali di Stato, occupandosi vieppiù quale componente delle delegazioni nei viaggi delle più alte cariche. A 35 anni la sua grande passione per il mondo enogastronomico lo spinge a frequentare un corso di sommelier, approfondito con un master in analisi sensoriale.
Collateralmente agli impegni di Stato, intraprende così anche la carriera per l’insegnamento all’A.I.S. (Assoc. Ital. Sommelier). Qualche anno dopo è chiamato alla RAI, per esprimere i suoi pareri alla “Prova del cuoco” guidata da Antonella Clerici. Recentemente è entrato all’Università di Cà Foscari presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, docente per la Sezione dell’Enogastronomia. A questo punto ha tenuto definire la degustazione quale arte antica, che nel tempo si è arricchita di conoscenze ed oggi, definita come anzidetto analisi sensoriale od organolettica, è sicuramente qualcosa di più di un semplice assaggio del vino. Da sempre affezionato al Veneto, ha tuttora dimora a Preganziol.
Peraltro, grande rimane in lui la passione iniziale che lo ha avviato alla carriera, quale il culto per l’ospitalità, dichiarandosi portavoce di tale patrimonio, sovente mal espresso anche da chi dovrebbe esserne un portabandiera. Dei molti aspetti dei cerimoniali, ha puntualizzato l’assegnazione dei posti nelle visite di stato, sia relative ai colloqui che ai pranzi ufficiali e quanti altri doveri vanno riservati verso chi è ospitato.
Ha infine sottolineato tutte le regole del galateo da adottare per le osservanze tradizionali degli ospiti in riferimento alla loro nazionalità. Sono note le abitudini, difformi da caso a caso, di ebrei, mussulmani, induisti e quanti altri. Poter contare su persona così preparata, ambasciatore di molti vini DOCG tra i quali il Prosecco – tuttora in pieno rigoglio – avvalora ed esalta la nostra appartenenza quali figli della Marca Trevigiana. Ma soprattutto è un richiamo a quei valori di educazione e cortesia che oggi vanno sempre più perdendosi.
Aldo Vianello
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